L'imprenditore Igracio Uria Mendizabal, 71 anni, sarebbe stato ucciso dall'Eta perché colpevole di lavorare alla linea ferroviaria dell'alta velocità nei Paesi Baschi. Due uomini hanno sparato contro il 71enne, proprietario di un'impresa impegnata nel progetto, considerato una minaccia dall'Eta che ha già firmato diversi attentati, senza vittime, contro il cantiere.
L'Eta torna a colpire due settimane dopo l'arresto in Francia di Mikel Garikoitz Aspiazu, considerato il capo del suo apparato militare. Uria Mendizabal, ferito alla testa e al petto, è morto subito dopo. Gli attentatori si sono dati immediatamente alla fuga a bordo di una Alfa Romeo rubata. Un'auto, forse la stessa, è stata trovata dalla polizia poco dopo bruciata su una strada di montagna a 25 km dall'attentato.
L'omicidio dell'imprenditore non è stato rivendicato ma polizia, stampa e mondo politico non hanno dubbi sulla matrice Eta. Il gruppo armato indipendentista basco rivendica solo diverse settimane dopo la responsabilità dei suoi attacchi. Uria Mendizabal è stato ucciso mentre si recava, come ogni giorno, al ristorante Kiruri, vicino alla sede della sua ditta, dove pranzava ogni giorno. I killer lo hanno atteso e colpito nel parcheggio del locale. L'attentato è il primo mortale da quando "Txeroki", il leader militare dell'organizzazione basca, è stato arrestato in Francia, e potrebbe dimostrare che l'Eta, benché decapitata, rimane pericolosa.
Il premier spagnolo Josè Luis Zapatero ha condannato l'assassinio, definendolo "un atto criminale gratuito". Zapatero ha ribadito l'impegno del governo di Madrid a "completare" la linea dell'alta velocità nei Paesi Baschi. L'Eta considera il progetto "devastante'' per i Paesi Baschi dietro al quale "si nascondono interessi stranieri".
Madrid, 21 nov. (Apcom) - La giudice antiterrorismo Laurence Le Vert non ha invece ancora accusato 'Txeroki' dell'omicidio degli agenti spagnoli uccisi , a Capbreton un anno fa: in questo stadio dell'indagine non sono ancora disponibili elementi sufficienti per questo capo di'imputazione. Le accuse mosse finora al capo dell'Eta sono di attività preparatorie del commando che uccise i due Guardia civil, come l'affitto di appartementi o il furto di veicoli.
Proprio stanotte una bomba ha provocato "consistenti danni materiali" a un ripetitore situato sul monte Arnotegi, poco fuori Bilbao, città natale di Txeroki. L'esplosione non ha provocato feriti ma gravi danni alla struttura, che fornisce copertura anche a corpi di sicurezza, oltre che a radio e Tv. L'artefatto è scoppiato non appena toccato dai robot degli artificieri dell'Ertzainza, la polizia autonoma basca, che ritiene che fosse ideata come una trappola per uccidere agenti.
Il ministro dell'Interno spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba ha ribadito più volte negli ultimi giorni, dopo l'arresto di Txeroki, il rischio di un attentato di rappresaglia dell'Eta, e ha indicato che le forze dell'ordione sono in stato di "massima allerta".

Leire Lopez Zurutuza e Mikhail Garikoitz Aspiazu Rubina
Durissimo colpo all’Eta: il capo militare dell’organizzazione terroristica basca, Mikhail Garikoitz Aspiazu Rubina (nome di battaglia “Txeroki”), è stato arrestato all’alba a Cauterets, una località degli Alti Pirenei francesi, dove si stava nascondendo insieme alla sua compagna, Leire Lopez Zurutuza. Al momento dell’arresto, realizzato nella notte dalla polizia francese con la collaborazione della Guardia Civil spagnola, “Txeroki”, 35 anni, leader dell’ala dura dell’Eta e considerato responsabile dell’attentato, nel dicembre 2006, all’aeroporto madrileno di Barajas (in cui morirono due cittadini ecuadoregni) stava dormendo insieme alla sua compagna. Entrambi erano armati.
Nato a Bilbao il 6 luglio del 1973, “Txeroki” - “Cherokee”, che rispondeva anche agli pseudonimi di “Arrano” o “El Indio” - era noto per la sua propensione alla violenza. Secondo fonti dell’anti-terrorismo, era entrato nell’Eta nel 2000, dopo la rottura della tregua rimasta in piedi tra il settembre del 1998 e il dicembre del 1999, come collaboratore del “comando Vizcaya”, uno dei più attivi dell’organizzazione armata. Al vertice dell’organizzazione terroristica basca, “Tzeroki” dovrebbe essere sostituito da Aitzol Iriondo, l’uomo che fornisce esplosivi ai commando e che viene considerato ancora più duro.
I servizi segreti francesi seguivano da tempo i due e da alcuni mesi avevano trovato indizi che li rendevano ottimisti sulla loro cattura. Le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nell’abitazione alle 03:30 nell’ambito della rogatoria del giudice anti-terrorista Laurence Le Vert. Il dirigente ‘etarra’ aveva affittato la settimana scorsa un appartamento in una strada centrale della località, una casa di proprietà di un’anziana che viveva anche lei nell’abitazione. Nella perquisizione, le forze di polizia hanno trovato armi, due computer e documenti falsi.
Poche ore dopo, a Belfast, è stato arrestato un altro superterrorista, José Inacio de Juana Chaos, contro cui era stato emesso un mandato d’arresto europeo, scarcerato ad agosto in Spagna per buona condotta tra forti polemiche. Si era presentato spontaneamente davanti al tribunale che deve esaminare il suo caso, accompagnato dall’avvocato e dalla compagna. Per il premier spagnolo Zapatero, l’arresto del sanguinario “Txeroki” è “un durissimo colpo” per l’Eta, l’organizzazione terrorista basca nata nel 1968 da una scissione interna al partito autonomista basca. La Francia ha già annunciato che il militante etarra sarà consegnato alla giustizia spagnola. Secondo il presidente francese, Nicolas Sarkozy, l’arresto di “Txeroki” prova “l’eccellente collaborazione tra Francia e Spagna nella lotta contro il terrorismo basco”.
Roma, 14 nov. (Apcom-Nuova Europa) - Il Vaticano non ha intenzione di riconoscere l'indipendenza del Kosovo e la questione non verrà valutata. Lo riporta l'agenzia di stampa Tanjug, che ha interpellato la Segreteria di Stato della Santa Sede.
"Riteniamo che la questione sia ancora aperta, se ne discute ancora all'Onu. Ci sono piani e nuove proposte che dovrebbero essere applicate", sostiene la Segreteria di Stato.
Il Kosovo ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza lo scorso 17 febbraio. Su 192 nazioni membro dell'Onu, lo hanno riconosciuto 52 Paesi.
Belfast, 14 nov. (Apcom) - Lo spagnolo José Ignacio de Juana Chaos, ex esponente di spicco dell'Eta, si costituirà lunedì a Belfast. Lo ha confermato il suo avvocato in Irlanda del Nord. L'ex militante si presenterà lunedì mattina in un tribunale di Belfast e garantirà collaborazione piena e totale alle autorità, ha garantito alla stampa il legale nordirlandese dello spagnolo, Kevin Winters.
La polizia nordirlandese (Psni) ha confermato di aver ricevuto un mandato di arresto europeo nei confronti dell'ex detenuto, la cui liberazione in agosto aveva suscitato polemiche e che non si è presentato martedì a una convocazione in Spagna. "La Psni ha ricevuto un mandato di arresto europeo. Il mandato è attualmente in fase di valutazione", ha indicato la polizia senza ulteriori precisazioni.
De Juana Chaos, considerato uno dei membri più cruenti dell'Eta, è scomparso dalla circolazione dopo aver trascorso 21 anni in prigione per 25 omicidi nel quadro di attentati rivendicati dall'Eta. L'ex detenuto doveva rispondere martedì scorso in Spagna alle domande di un magistrato nel quadro di una istruttoria per "apologia di terrorismo" aperta a suo carico, a seguito del suo rilascio del 2 agosto. Il giudice Eloy Velasco, che voleva ascoltarlo nell'ambito di questo dossier, aveva chiesto invano all'Interpol di localizzare l'ex prigioniero basco, che si sospettava risiedesse in Irlanda o in Irlanda del Nord.
De Juana Chaos era stato condannato a oltre 3.000 anni di carcere (una pena limitata nei fatti a 30 anni di reclusione) e aveva beneficiato di sconti di pena, per trascorrere alle fine 21 anni in prigione. Aveva intrapreso due scioperi della fame, nel 2006 e 2007, per protestare contro una condanna supplementare a tre anni di reclusione per aver scritto articoli con toni violenti sul quotidiano indipendentista Gara, mentre era sul punto di essere liberato. Nel marzo 2007, dopo molti mesi di digiuno, il governo socialista gli aveva concesso temporaneamente un regime di semi-libertà per timore che il suo possibile decesso in cella lo avrebbe trasformato in un "martire", decisione duramente contestata dall'opposizione di destra. La sua liberazione definitiva il 2 agosto aveva suscitato l'indignazione delle associazioni delle vittime del terrorismo e le critiche dei conservatori del partito popolare (Pp, destra).

In te’l visìn Alto Adexe, sto sabo 8 de Novenbre 2008, tremiła sitadini tirołìxi i ga marcià par łe vie de Bolsan dove ca ghe gera i “cuartieri fasisti”. Sti tremiła òmeni e done, sfiłando co łe so vesti tradisionałi da Schuetzen e sonando i tanburi dołomitisi, i gavéa on mesagio senplice e sceto: “ cavè xo tuti i monumenti fasisti dałe nostre tere”.
Im nahe gelegenen Süd-Tirol, am Samstag, 8. November 2008, drei Tausend Tiroler Bürger marschierten durch die Straßen von Bozen in dem, was früher die “faschistische Quarters”. Die dreitausend Männer und Frauen, die zeigen, in ihrer traditionellen Schützen Kleidung und Spielen üblich Dolomit Trommeln, hatte einen einfachen und
unbedenklich Nachricht: “take down” alle faschistischen Denkmal aus unserer Land “.
Te pensarè ke in tel 2008 na demostrasion cusì ła sarìa acetà da tuti. Invese no ła xe mia sta cusì. Ła parata dei Schuetzen ła xe stà contestà da 400 individui taliani de tute łe età ke i ga atacà co insulti e on vargognoxo orgojo fasista.
Sie würde denken, dass in 2008 diese Demonstration würde die Begegnung breiteste Zustimmung aller Fraktionen. Leider war dies nicht der Fall ist. Die Schützen Parade wurde von 400 italienischen Personen aller Altersgruppen, die mit Beleidigungen angegriffen und eine sehr bedauerlich, Stolz für Faschismus.
ła storia de sta region ła ga da esar conprexa. I parlanti originari de sta region alpina i xe i ladini (na lengoa romanxa simiłe al veneto e prexente in tuto l’arco alpin). Però l’Alto Adexe el xe stà par secołi soto l’inpero striaco (e prima ancora soto influensa germanega), e par cuesto se ga indarentà na magioransa de parlanti de todesco co raixe incontenstabiłi in sto teritorio de montagna. Durante ła prima guera mondiałe, l’Italia ła ga atacà l’Austria e ła se ga ciapà tuta sta region intiera dopo i tratati de paxe. A xe durante el periodo fasista ke xe vegnù pena dopo ke Mussolini el ga promovesto l’imigrasion taliana in sta tera col so obietivo nasionałista de “talianixar” łe tere concuistà.
Die Geschichte der Region verstanden werden muss. Der ursprüngliche Sprecher dieser Alpenraum sind Ladin (a Romance Sprache ähnlich wie in der Nähe Venezianischen durchdringt, dass in der gesamten Alpen), jedoch, Süd-Tirol war für Jahrhunderte unter der österreichischen Reich (und sogar vor, dass nach deutschem Einfluss), mit der ein deutsch-sprechenden Mehrheit das ist zweifellos ihre Wurzeln in diesem gebirgigen Gebiet. Während World War I, Italien und Österreich angegriffen wurde die gesamte Region aus Friedensverträge. Es ist während der späteren faschistischen Zeit, dass Mussolini gefördert schwere italienische Einwanderung in diesem Land für seine nationalistischen bemühen, “Italianize” eroberten Gebiete.
Cuel ke i vołe i Schuetzen xe onorabiłe, e dovaria esar elogià da tuta ła socetà siviłe. I vołe ke tuti i monumenti fasisti i vegna cavà xo: xo i basorilievi de Mussolini; xo i nomi a łe piase a ki ke dikiarava de talianixar i tirołixi “de gran presia”; xo a no stato ke difende el fasismo e ke no ga mai dimandà pardon par l’abuxo fasista a łe povołasion locałi.
Die Schützen Antrag ist recht ehrenwert, und muss gelobt durch die Zivilgesellschaft. Sie fordern für alle faschistischen Denkmal entfernt werden: mit der Bildhauerin Profil von Mussolini, die Quadrate mit dem Namen nach, die behaupteten, dass Tiroleans kann Italianized “schnell”; mit ein Staat, verteidigt Faschismus und das hat nie entschuldigte sich für die Faschistischen Missbrauch auf dem lokalen Bevölkerung.
Naltri invese condanémo sti ataki insiviłi da parte dei nasionałisti taliani ke i crede ke el rigeto del fasismo xe on afronto ała łoro prexensa in sti teritori concuistà. Pultropo sta xente ła xe el prodoto de deceni de propaganda nasionałista taliana ke mira a scansełar łe culture locałi, na połitega ragełante ke ła xe ncora ativa ancó nte i media e ntel sistema scołastego. El fervor nasionałista talian contro łe minoranse etneghe ( ke łe sevita prospperar rento sti confini artificiałi de l’Italia) el ga da esar confrontà. Basta col rasismo talian, basta co na clase dirigente taliana orgojoxa deła desgrasia fasista.
Wir verurteilen, statt die unzivilisiert Angriffe der italienischen Nationalisten, dass Auslegung einer Gerechten Ablehnung des Faschismus als eine Herausforderung an ihre Präsenz in diesen eroberten Gebieten. Leider sind diese Menschen sind das Produkt der Jahrzehnte der italienischen nationalistische Propaganda, die auf Löschen von lokalen Kulturen, ein entsetzliches Politik, die noch aktiv ist heute in den Medien und in das Schulsystem zu integrieren. Die italienische nationalistische Inbrunst gegen ethnische Minderheiten, die noch zu gedeihen innerhalb der künstlichen Grenzen von Italien in Frage zu stellen. Genug mit italienischen Rassismus, genug mit der italienischen herrschenden Klasse, die stolz von der Faschistischen Schande.
Filippo Dal Lago
Partito Nasional Veneto (PNV)
Venezianischen Nationalen Partei

Le feste tricolori dividono i Veneti e creano razzismo: aboliamole!
E’ inutile, per quanto i ministri italiani NON VENETI obblighino i Veneti a voler rispettare le loro feste inutili e noiose, i Veneti proprio non le sentono proprie queste feste. Risulta ancora più scandaloso poi che pseudo-rappresentanti di noi Veneti, eletti con l’inganno delle segreterie di partito, quale quell’Ascierto, che veneto non è (basta vedere la mappa con l’origine del suo cognome sotto riportata), vengano qui a comandarci e a fare gli sbruffoncelli di stato contro i bravi lavoratori veneti sia pubblici sia privati.
Ma questo Ascierto, che parla una lingua a noi incomprensibile, paracadutato in Veneto da chissà dove, visto che si vanta di avere ottime relazioni con le forze dell’ordine venete, che vada loro a spiegare invece perché non vengono pagati gli straordinari di polizia e carabinieri, mentre vengono regalati, con l’approvazione della lega nord, 1.300 miliardi di lire a Catania e Roma????
Ma vergognatevi voi e le vostre feste che dimostrano una volta di più di dividere il Popolo Veneto e di non significarci alcunché se non la vostra boria di foresti che vengono qui in Veneto a comandarci a casa nostra.
Ritornatevene al vostro paesello, oppure cominciate a lavorare in silenzio, restandovene educatamente al vostro posto e rispettando le nostre tradizioni venete di tolleranza e buon senso civico, abbandonando ogni forma di arroganza!
Gianluca Busato
segretario PNV
www.pnveneto.org
Un'autobomba e' esplosa in un parcheggio dell'universita' di Navarra, nella citta' di Pamplona, in Spagna settentrionale, poco prima delle 11:00. L'esplosione, che si e' sentita per tutto il campus, ha creato un'enorme colonna di fumo visibile a distanza e ha provocato almeno 17 feriti lievi, la gran parte colpiti dai cristalli rotti. L'attentato, frutto probabilmente di un'azione dell'Eta, e' avvenuto due giorni dopo l'arresto di tre presunti membri del'organizzazione armata a Pamplona, accusati di far parte di un nuovo 'comando' che si stava "preparando per compiere un attentato". Poco prima dell'esplosione, un'associazione di Alava aveva ricevuto una telefonata a nome dell'Eta che preannunciava la collocazione di un'auto-bomba, una Peugeot bianca, in un campus universitario; e la polizia aveva ispezionato l'Universidad di Alava senza trovare il veicolo sospetto. Il veicolo esploso era situato nelle vicinanze dell'edificio centrale dell'universita' privata, vicino alla biblioteca e alla facolta' di Giornalismo. Per l'Universita' privata di Navarra, 12.000 studenti scritti, uno degli atenei piu' prestigiosi del Paese, si tratta del sesto attentato. Nel 2002, l'Eta aveva collocato un'autobomba nello stesso luogo in cui e' avvenuto l'attentato odierno. Situata a sud di Pamplona, l'universita' fu creata nel 1952 dal fondatore dell'Opus Dei, Josemaría Escrivá de Balaguer.

NE NERI NE ROSSI MA LIBERI!!! PER L'AUTODERTEMINAZIONE DI TUTTI I POPOLI!!